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Phil K.Dick, "Radio Libera Albelmuth",1981
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Stanca discettazione di fine estate su creazione, evoluzione e il perchè della vita sulla terra.
Come ben noto noi Pastafariani non amiamo il creazionismo in nessuna nella sue forme: ne quella biblica ortodossa ne in quella ibrida sull’“evoluzionismo a balzelli”. La prima come è noto prevede che l’uomo sia stato creato seimila anni prima di Cristo al termine di sette giorni di alacre lavoro divino come descritto per filo e per segno dalla Genesi. Nel mondo occidentale questa tesi rimane inspiegabilmente in voga presso i movimenti evangelici, i cristiani rinati ed altre comunità cristiane soprattutto negli degli Stati Uniti, la qual cosa non è irrilevante se si pensa che ne è un simpatizzante dichiarato il presunto uomo piu’ potente del mondo G.W.Bush. La seconda tesi quella dell’”evoluzione controllata” prende piede tra quei cristiani e cattolici che tentano da sempre di conciliare fede e ragione. Senza voler scomodare Shopenhauer e il suo drastico “o si pensa o si crede” va detto che spesso questi tentativi di conciliare la scienza con la fede creano degli orribili Frankestein del pensiero davvero difficili da difendere davanti ad una analisi razionale. In particolare quest’ultimi accettano la teoria dell’evoluzione a patto che si lasci lo spazio a saltuari interventi correttivi da parte dell’onnipotente mano di Dio.
Il punto per i creazionisti di questo tipo non è l’interpretazione letterale della Bibbia che pare si siano presi la briga di accantonare, ma il fatto che la storia biologica di questo granello di polvere nell’universo sia finalizzata alla venuta dell’uomo. A parte che non si capisce perchè un Dio onnisciente per creare un bipede raziocinante sia dovuto passare per lo stegosauro e il velociraptor, poi soprattutto non si capisce perchè si sarebbe dovuto prima cimentare con una pluralità di bipedi raziocinanti molti dei quali bocciati sul nascere. Le ultime scoperte infatti indicano l’orchesco Neanderthaliano e il piccolo e recente Homo Floriensis come specie parallele all’HomoSapiens, abortite dal processo evolutivo o, non è escluso, sterminate da quella rapace ed ipocrita progenie cui tutti oggi apparteniamo. Quindi cugini scarsi di intelletto e spirito di adattabilità, non progenitori.
Un Dio che avesse avuto come fine ultimo del processo l’Homo Sapiens Sapiens come unico dominatore del creato modellato a sua immagine e somiglianza cosa dovrebbe farsene di questi rami secchi del processo evolutivo? Voleva dunque ingannarci disseminando false prove della sua non compartecipazione alla nostra venuta? Piu’ che Dio mi par di capire ci si riferisca ad un contorto Demiurgo.
Non c’è nulla da fare: fin dai tempi di Galileo la terra è sferica e non è piatta, non esistono terze vie per salvare Bibbia (e Philosofer in questo caso) e cavoli con improbabili forme oblunghe.

E qui veniamo al motivo che mi ha fatto perdere tempo su questo post, cioè l’aver trovato in un libro, che parlava d’altro, questa magnifica rivisitazione di un vecchio detto a proposito delle macchine :
“L’uomo è il mezzo del quale un computer si serve per produrre un altro computer”
Il quale spalanca sotto la nostra fragile megalomania umana un ulteriore baratro: l’ennesimo disperato vuoto di senso.

