I nuovi mostri: se il Re buffone, di tanto in tanto, imparasse a tacere.
Non è un problema politico, piuttosto riguarda la responsabilità di parlare in pubblico a nome di altri: lo Stato e il Governo italiano in questo caso. Un problema legato alla capacità minima di comprendere contesto, circostanze e vastità della platea alla quale ci rivolge. In questo momento è meglio non far polemiche, si dice, per gestire unitariamente l'emergenza del terremoto. Le polemiche ci sono e ci saranno.
La presunta prevedibilità del terremoto mi appare più come un campo di studio per il futuro, che il tribunale su cui crocifiggere chi non ha fatto evacuare preventivamente e senza alcuna garanzia mezzo Abruzzo.
Non so, invece, se c'è da preoccuparsi per il pressappochismo del legislatorre o se c'è da tirare invece un sospiro di sollievo per la frettolosa cancellazione dal Piano Casa presentato alle Regioni dell' articolo 6 , il quale prevedeva la semplificazione delle norme antisismiche. Ora l'articolo è stato prontamente sostituito con un altro che invece impone di documentare e rispettare le normative come conditio sine qua non, per poter accedere al diritto d'estensione dello spazio vitale dei possessori di villetta.
Polemiche ci saranno e ci dovranno essere, oltre a provvedimenti giudiziari mi auguro, per il crollo di un ospedale costruito da poco più di dieci anni. Un ospedale, cazzo, cioè il fulcro di ogni azione di soccorso in caso di emergenza o disastro.
Si chiede ai giornali e alle fazioni politiche di non polemizzare, e forse è giusto così, appellandosi ad un più alto senso di responsabilità e rispetto davanti alla morte e all disperazione degli abruzzesi. Quel che si chiede agli altri bisognerebbe però essere innanzitutto in grado di garantirlo: bisognerebbe saper quando parlare e soprattutto saper quando tacere. Nel video di seguito l'ultima gaffe, o meglio la gaffe ultima, quella davanti alla quale tutte le altre si riducono a pagliaccesche manifestazioni di folclore istituzionale: un'intervista dall'Abruzzo rilasciata ad una TV tedesca in cui Berlusconi paragona la situazione degli sfollati a un week-end in camping. Intervista che probabilmente non vedrete sulla TV nazionale e alla quale i media internazionali, particolarmente feroci di questi tempi, stanno invece dando risalto:
La scelta delle parole... Presidente. Almeno in tali circostanze faccia attenzione. Alcuni, tra cui il sottoscritto le contesteranno, tutte le volte in cui sarà possibile, la sostanza del suo agire politico e le logiche che vi sottostanno. Per lo meno in certi casi tuttavia si preoccupi oltre che del suo tornaconto politico anche della forma. Ci restituisca, soprattutto coi morti ancora caldi, per lo meno la pallida illusione di non essere governati da un volgare parvenue, incline sempre e comunque alla battutaccia e alla cafoneria. Ci provi e se proprio non le riesce, almeno di tanto in tanto, scelga di tacere.
Raccolta beni CRI per gli sfollati a Roma-Sud:
Il materiale viene raccolto oltre che presso il Comitato Regionale Lazio, via Ramazzini, 31 anche presso :
1° - PIAZZA FRANCESCO DONNINI VANNETTI 38 – 00144 ROMA (ZONA DECIMA-TORRINO)
2° - VIA SANTORRE DI SANTAROSA 70 – 00146 ROMA (ZONA PORTUENSE-MAGLIANA)
coperte ed effetti letterecci (es:lenzuola, federe, cuscini ecc)
sacchi a pelo
vestiario
biancheria intima
prodotti per l’igiene personale
pannolini per bambini
omogeneizzati e generi alimentari con scadenza almeno a 6 mesi
giocattoli.
Tutto il materiale deve essere nuovo e confezionato.
"Io credo che freemont abbia avuto una grossa idea denunciando un'organizzazione che non esiste nemmeno... se l'è inventata di sana pianta e dice che vuole impadronirsi dell'America. Ovviamente nessuno puo' distruggerla. e nessuno è al sicuro. Nessuno puo' sapere dove colpirà la prossima volta."
Phil K.Dick, "Radio Libera Albelmuth",1981
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