Io a quella manifestazione c'ero. Senza bandiere e senza gruppi di appartenenza ero accompagnato soltanto dalla mia bicicletta. Si e' trattato di una manifestazione plurale di opposizione a questo governo con interventi di tono, orientamento e spessore politico diversi. Ci sono stati (oltre alle pietre dello scandalo) interventi precisi sull'incostituzionalita' di certe norme e interventi accorati come quello qui sopra di Moni Ovadia, in difesa dei valori antifascisti e democratici.
Non ci sto bene in una piazza dove sventolano anche bandiere del PD, non ci sto bene affatto.
Non c'erano pero' soltanto quelle, la presenza piu' massiccia era quella dell'IDV, poi c'era di tutto dalla sinistra ex-parlamentare a quella extra-parlamentare per scelta, c'erano quelli di Grillo e quelli delle piu' disparate associazioni. C'era il PMLI e c'era il democristiano anti-berlusconiano. C'era perfino il tizio solitario in bicicletta.
Trovo non sia un caso che al di la' di Papi e Pompini il tavolo sia saltato sugli unici tre interventi che hanno accusato Veltroni di essere il primo alleato (nemmeno troppo involontario) di Berlusconi, attaccando l'opposizione parlamentare quasi quanto (Travaglio, Guzzanti) o tantoquanto (Grillo) il governo. L'Unita' della manifestazione sul palco salta sull'appoggio alla pseudo-opposizione parlamentare del PD, non sui pompini. Non a caso chi resta in mezzo e' Di Pietro.
In quella piazza c'era troppa roba diversa? Dipende dalla posta in palio.
Se si vuole formare un governo si', c'e troppa roba.
Se si vogliono affermare o difendere i valori della democrazia e della Costituzione Repubblicana e sensibilizzare l'opinione pubblica verso derive razziste e fascistoidi, allora no: avrei voluto vederci anche piu' roba in quella piazza.
La resistenza partigiana si estendeva dai comunisti rivoluizonari a Edgardo Sogno (monarchico).
Non si e' parlato di soli pompini e non vorrei che nel pieno di una deriva fascistoide qui si stesse perdendo troppo tempo a discutere su Claretta Petacci.
