L'audace presa dell'opposizione al potere.
Veltroni dopo la prima fallimentare esperienza, ritenta la via del dialogo.
Mi piace ricordarlo così Walter Veltroni, mentre compie un gesto ostentato e goffo da quel vero leader che non è mai stato e , in cuor suo, avrebbe tanto voluto essere. Suo malgrado non è mai diventato un grande presidente democratico americano come il suo mito Jonny Kennedy: gli è mancata l'America, la presidenza e pure la grandezza. Tra le maschere della politica a Veltroni è toccata quella del re senza corona, il pretendente ad un trono che non poteva che sfuggirgli, l'avversario perfetto che tutti vorremmo trovarci di fronte, politicamente parlando, il fesso di comodo che tiene unita la baracca mentre le fazioni sconfitte affilano i coltelli. Ho scritto spesso che Veltroni è un fesso, destinato a perdere, ma la mia non era una posizione preconcetta. All'inizio anzi nutrivo in lui perfino qualche flebile speranza dovuta alla sua esperienza di sindaco che non era stata del tutto disastrosa (o meglio, i maggiori disastri si sarebbero visti verso fine mandato). Sì lo so, il modello Roma era una mistificazione eppure Veltroni, anche contando la consegna della città nelle mani dei palazzinari, segnava comunque la linea di un certo lentissimo miglioramento della città. Del resto qui dalle mie parti siamo diventati di bocca buona: quando hai Carraro perfino Rutelli ti sembra un'ancora di salvezza. Dopo otto anni otto di Rutelli, perfino Veltroni ti appare sotto l'improbabile veste di un dono del cielo. Dopo sette anni di Veltroni, mentre chiudono i negozi, il popolo viene cacciato dal centro e nella campagna romana sorgono ovunque mega-centri commerciali come osceni monumenti funebri alla società dei cittadini e fastosi tributi a quella nascente dei consumatori, perfino Rutelli... emh, no. Due volte lo stesso giochino non funziona. 

Come vedete ho cambiato il template del Blog lasciando inalterati i colori tradizionali e modificando soltanto la posizione della colonna e l'immagine dell'intestazione (questa nel post dell'"Ubik office" era l'altra candidata). Il vecchio template era pressocché illeggibile (bisognava scrollare a lungo per trovare il primo post) per tutti i browser della famiglia IE nella versione 5.x, 6.x o 7.x che fosse. Nella mia pigrizia colossale e nella convinzione che Firefox avrebbe nel giro di breve tempo ridotto gli utenti Explorer ad un sparuto manipolo di anacronistici autolesionisti, avevo rimandato il lavoretto per anni. Le statistiche mi hanno dato pero' impietosamente torto e gli utenti Explorer restano, inspiegabilmente, la stragrande maggioranza. Passi per la versione 7 di IE che ha finalmente almeno le tab (o schede), non riesco a capire che senso abbia usare le versione precedenti invece di passare a Firefox, Safari o qualche altro browser decente. Non avendo trovato un template come lo volevo io (elemnti di dickiana, una vecchia radio a transistor in un contesto cromatico ingiallito dal tempo) ne ho rimodellato uno del tutto diverso fino a farlo diventare simile al vecchio. Detto questo, ho testato il nuovo template (ancora da finire) coi seguenti browser:
- Safari, IE7, Chrome (OK)
- Firefox (i font della colonna fanno cagare, per il resto è OK)
Avrei bisogno di alcuni vostri feedback:
- Potreste dirmi come si vede il nuovo template con Explorer 5.x, Explorer 6.x, Opera o con qualche eventuale diavoleria di nicchia che conosce soltanto JoeCHIP?
- A parte l'illeggibilità (momentanea) dei minuscoli caratteri della colonna di destra, vedete altri problemi che mi sono sfuggiti?
- Preferivate questo o il precedente template? Sia chiaro che non cambia nulla, vi tenete questo fino a data da destinarsi, ma è tanto per sapere...
- Considerazioni varie ed eventuali.
Grazie per la gentile collaborazione.